Non mi piaci. Punto e stop. Fine della storia, addio, ciao.
Cosa pensi che mi diverta?
Che mi diverta a essere 'cattiva' per essere, secondo te, al centro dell'attenzione?
Pensi che me la stia tirando così facendo?
No.
Prima cosa perché proprio non sono il tipo, anzi, seconda di poi se proprio vuoi sapere il motivo per cui non ti fili più di tanto è che, molto semplicemente, non voglio illuderti.
Pensi che non sappia come ci si sente a non essere degnata da chi ti piace, eh? Io è una vita che inseguo persone al vento, è una vita che mi illudo.. anche per niente.. figurati quindi se lo farei con te.
Se mi comporto da 'stronza' non è perché mi diverta, ma lo faccio per il tuo bene, perché sei una persona d'oro e non ti meriti di star dietro a un disastro come me. Non voglio che tu perda tempo con me dato che sai perfettamente che non mi piaci.
Mi fai sentire anche una merda e in questo caso non penso proprio di meritarlo.
So che ciò che ho detto è solo un insieme di frasi fatte, ma d'altra parte è la realtà. Mi dispiace, davvero, però non c'è verso che cambi idea. Nemmeno se mi regalassi tutto l'oro del mondo. Non mi piaci e amen.
Sono sicura che tra qualche anno troverai a chi donare tutto l'amore del mondo, e quella sarà la persona che se lo meriterà di più. Ma quella non sono io. E lo so per certo.
Ripeto, mi dispiace, ma non mi voglio accontentare.
Non mi voglio accontentare.
- That girl. ©
mercoledì 31 ottobre 2012
mercoledì 17 ottobre 2012
Cassy
Spesso mi chiedo cosa farei se non avessi lei.
La mia compagna di banco sempre e comunque, colei che mi salva ogni giorno in quella classe di vipere, la migliore amica che ognuno vorrebbe avere con sé. Ci conosciamo da circa dodici anni e negli ultimi cinque anni è stata (ed è tuttora) parte fondamentale della mia vita.
Non siamo per niente simili, anzi, oserei dire che siamo proprio l'opposto. A partire dal colore degli occhi e dei capelli. Questo però non è mai stato un problema, è sempre stato un bene perché siamo in equilibrio e non cadiamo mai. Se una di noi due è a pezzi l'altra è sempre pronta ad allungare un braccio per rialzarla e ricomporla.
Compagne di avventure, alleate scolastiche, amiche per la pelle. Lei è quella che mi serve per andare avanti perché mi sprona, si incazza quando prendo un brutto voto a matematica manco fosse mia madre. Mi sbatte in faccia chiaramente la realtà dei fatti ogni volta, mi dice chiaramente che quando ho ciclo sono antipatica; e me lo dice nonostante faccia male, e fa bene perché lei lo sa come sono fatta. Mi crogiolo troppo nei sogni sulle nuvole. Ogni cosa che fa la fa per il mio bene, perché si, lei me ne vuole.
E io dal canto mio ci metto del mio meglio per ascoltarla quando piange, quando mi parla dei suoi amori, della sua famiglia, dei suoi gatti, di suo padre che abita in Svezia.
Se lei mi insegna a vivere coi piedi per terra, io le insegno a rifugiarsi nei sogni. Ché non fa poi tanto male e nella vita servono pure loro per andare avanti. Senza sogni è un casino.
Lei c'è sempre. C'è quando ho l'ansia e cerca di tranquillizzarmi ché pure lei non sta messa tanto meglio di salute nonostante la giovane età, mi dice di stringere i denti e farmi forza perché noi persone fragili siamo fatte così. Mi dice che sono bella e simpatica e non ho niente di cui vergognarmi.
Scherzando mi dice che se fosse stata lesbica mi avrebbe sposata senza batter ciglio.
La mia migliore amica mi sopporta quando mi prendono i cinque minuti e le rompo i coglioni veramente tanto, ma lei non ha nemmeno la forza di arrabbiarsi e scoppia sempre a ridere. E' sempre disponibile e pronta ad aiutarmi quando serve.
E' quella che mi presta spesso i soldi per la merenda, il cinema, la pizza. Quella che mi invita a casa sua perché sa che ogni scusa è buona per passare davanti a casa del ragazzo che mi piace. E' quella che mi invita a casa sua solo per stare con me.
E' quella che mi passa il compito, e anche se è sbagliato va bene lo stesso!
E' quella che mi ascolta quando parlo, parlo, parlo di lui e dei Finley 365 giorni l'anno.
Sapete da cosa ho riconosciuto che lei è la mia migliore amica?
Dal fatto che solo una vera amica ti accompagnerebbe allo showcase del tuo gruppo preferito nonostante a lei non piaccia, solo una vera amica si prenderebbe la briga di tenerti lo zaino contenente due dizionari di greco e un cappotto mentre tu stai facendo la fila per gli autografi. Solo una vera amica, invece di guardare il gruppo suonare, guarderebbe te e le tue espressioni di gioia. Solo una vera amica ti abbraccerebbe alla fine dell'evento, felice insieme a te.
E lei lo è.
- That girl. ©
La mia compagna di banco sempre e comunque, colei che mi salva ogni giorno in quella classe di vipere, la migliore amica che ognuno vorrebbe avere con sé. Ci conosciamo da circa dodici anni e negli ultimi cinque anni è stata (ed è tuttora) parte fondamentale della mia vita.
Non siamo per niente simili, anzi, oserei dire che siamo proprio l'opposto. A partire dal colore degli occhi e dei capelli. Questo però non è mai stato un problema, è sempre stato un bene perché siamo in equilibrio e non cadiamo mai. Se una di noi due è a pezzi l'altra è sempre pronta ad allungare un braccio per rialzarla e ricomporla.
Compagne di avventure, alleate scolastiche, amiche per la pelle. Lei è quella che mi serve per andare avanti perché mi sprona, si incazza quando prendo un brutto voto a matematica manco fosse mia madre. Mi sbatte in faccia chiaramente la realtà dei fatti ogni volta, mi dice chiaramente che quando ho ciclo sono antipatica; e me lo dice nonostante faccia male, e fa bene perché lei lo sa come sono fatta. Mi crogiolo troppo nei sogni sulle nuvole. Ogni cosa che fa la fa per il mio bene, perché si, lei me ne vuole.
E io dal canto mio ci metto del mio meglio per ascoltarla quando piange, quando mi parla dei suoi amori, della sua famiglia, dei suoi gatti, di suo padre che abita in Svezia.
Se lei mi insegna a vivere coi piedi per terra, io le insegno a rifugiarsi nei sogni. Ché non fa poi tanto male e nella vita servono pure loro per andare avanti. Senza sogni è un casino.
Lei c'è sempre. C'è quando ho l'ansia e cerca di tranquillizzarmi ché pure lei non sta messa tanto meglio di salute nonostante la giovane età, mi dice di stringere i denti e farmi forza perché noi persone fragili siamo fatte così. Mi dice che sono bella e simpatica e non ho niente di cui vergognarmi.
Scherzando mi dice che se fosse stata lesbica mi avrebbe sposata senza batter ciglio.
La mia migliore amica mi sopporta quando mi prendono i cinque minuti e le rompo i coglioni veramente tanto, ma lei non ha nemmeno la forza di arrabbiarsi e scoppia sempre a ridere. E' sempre disponibile e pronta ad aiutarmi quando serve.
E' quella che mi presta spesso i soldi per la merenda, il cinema, la pizza. Quella che mi invita a casa sua perché sa che ogni scusa è buona per passare davanti a casa del ragazzo che mi piace. E' quella che mi invita a casa sua solo per stare con me.
E' quella che mi passa il compito, e anche se è sbagliato va bene lo stesso!
E' quella che mi ascolta quando parlo, parlo, parlo di lui e dei Finley 365 giorni l'anno.
Sapete da cosa ho riconosciuto che lei è la mia migliore amica?
Dal fatto che solo una vera amica ti accompagnerebbe allo showcase del tuo gruppo preferito nonostante a lei non piaccia, solo una vera amica si prenderebbe la briga di tenerti lo zaino contenente due dizionari di greco e un cappotto mentre tu stai facendo la fila per gli autografi. Solo una vera amica, invece di guardare il gruppo suonare, guarderebbe te e le tue espressioni di gioia. Solo una vera amica ti abbraccerebbe alla fine dell'evento, felice insieme a te.
E lei lo è.
- That girl. ©
lunedì 15 ottobre 2012
Caro Babbo Natale?
Ieri, per la prima volta, un uomo, di nome Felix Baumgartne si è
lanciato in caduta libera da quasi trentanove mila metri d'altezza,
infrangendo la barriera del suono a oltre 1.100 chilometri orari,
aprendo il paracadute solo a pochi chilometri dal suolo.
Questo episodio mi ha richiamato bruscamente alla realtà, a un compito che devo ancora affrontare ma soprattutto svolgere.
Felix mi ha ricordato che a volte nella vita bisogna buttarsi, non importa come, importa avere il coraggio di farlo. Correre il rischio e lasciarsi andare.
Chissà che non ne esca qualcosa di buono, in fondo?
Sarà stata fortuna la sua, dato che ha lo stesso nome di una pozione magica che ti rende fortunato? Meravigliose coincidenze.
E' che certe volte si ha talmente paura di gettarsi anche solo in un abbraccio, per forza poi ci lamentiamo che la nostra vita fa schifo. Jovanotti diceva 'la vertigine non è paura di cadere, ma voglia di volare'. Ebbene, penso che abbia assolutamente ragione, e parlo da una che ha una fobia cronica dell'altezza. Buttarsi, saltare, lanciarsi. Tutti verbi che implicano un movimento verso il basso ma che poi dovrebbero miracolosamente portarti dritti dritti a toccare il cielo con un dito, per dirlo alla Federcio Moccia. Le parole sono strane, si contraddicono da sole.
Sto divagando, comunque.
Sono in bilico su un filo di seta e le questioni sono due: o mi sfracello come il menisco di Marco, oppure riesco ad arrivare all'altro capo del filo. Com'è che la mia speranza non è andata ancora a farsi fottere? E' colpa dei tuoi sguardi, è colpa tua se quando eri fidanzato e mentre tenevi per mano la tua tipa, ti voltavi a guardarmi. Cazzo fai? Stringi la mano alla tua ragazza e guardi me? Sei scemo o mangi sassi?
Mangi sassi.
Ma non è solo questo, è che ho paura di ritrovarti fra vent'anni in giro con la moglie e i figli e arrovellarmi il cervello dicendo 'potevo essere al suo posto se solo avessi osato un po' di più'.
Beh, caro Babbo Natale, scusami se quest'anno la lettera che spedirò non sarà destinata a te. Scusami, se puoi. Però capisci che sono diventata grande e ormai sono convinta di poter andare a prendermi da sola il regalo che più desidero. O meglio, lui sarebbe un premio.
- That girl. ©
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